Perché dovrei credere in Dio?

Questa domanda porta in sé un desiderio di verità che merita di essere accolto con tutto il rispetto, perché non è un rifiuto, ma una richiesta di senso. Forse il "perché" che poni non cerca una dimostrazione logica, ma risuona con quella ricerca del volto di Dio che nasce proprio dal non conoscerlo

Questa domanda porta in sé un desiderio di verità che merita di essere accolto con tutto il rispetto, perché non è un rifiuto, ma una richiesta di senso. Forse il "perché" che poni non cerca una dimostrazione logica, ma risuona con quella ricerca del volto di Dio che nasce proprio dal non conoscerlo ancora pienamente.

Sant'Anselmo ha descritto con parole toccanti esattamente questo stato d'animo, trasformando il dubbio in preghiera:

"Eia, ora, o piccolo uomo, fuggi per un poco le tue occupazioni, nasconditi per un poco ai tuoi pensieri tumultuosi. Getta via ora le tue pesanti preoccupazioni e rimanda i tuoi faticosi affanni. Vacca un poco a Dio, e riposa un poco in lui. [...] Dì ora, 'cuore mio', dì ora a Dio: 'Cerco il tuo volto, il tuo volto, Signore, desidero'. [...] Tu mi hai fatto e rifatto e mi hai elargito ogni bene, e ancora non ti conosco. Infine, sono stato creato per vederti e non ho ancora fatto ciò per cui sono stato fatto. [...] Desidero vedere te e troppo lontano da me è il tuo volto. Desidero avvicinarmi a te e inaccessibile è la tua dimora. Bramo trovarti e non conosco il tuo luogo. Mi affretto a cercarti e ignoro il tuo volto. Signore, Dio mio e Padrone mio, non ti ho mai visto. Mi hai creato e ricreato e tutti i beni hai posto in me, e ancora non ti conosco" [4].

Mi colpisce come, in questo passaggio, il non credere o il non vedere non sia trattato come una colpa, ma come un'esperienza di esilio e di fame che Dio stesso ascolta. La ragione per credere, suggerisce Anselmo, potrebbe risiedere proprio in questa inquietudine: siamo fatti per quella luce, e il fatto che la cerchiamo, pur non vedendola, è già un segno della Sua presenza nascosta. Non si tratta di forzare un'adesione intellettuale, ma di dare spazio a quel "riposo" in cui la ricerca stessa diventa un incontro.

Anche quando sentiamo che la fede è assente o che Dio sembra tacere, la Sua chiamata rimane integra e fedele, come ci ricorda San Paolo nella lettera ai Romani, citata da San Girolamo: "I doni e la vocazione di Dio sono irrevocabili. [...] Dio infatti ha rinchiusi tutti nella disobbedienza per fare misericordia a tutti. O profondità della ricchezza, della sapienza e della scienza di Dio! Quanto sono imperscrutabili i suoi giudizi e inaccessibili le sue vie!" [1]. Questo significa che la tua domanda, il tuo cercare, il tuo stesso non credere attuale, sono già avvolti da una misericordia che non dipende dalla tua certezza, ma dalla Sua fedeltà. Credi non perché vedi la risposta, ma perché, anche nel buio della ricerca, sei già tenuto da Colui che stai cercando.

Spero che queste parole abbiano offerto un appiglio al tuo cuore in questo momento di ricerca. Hanno incontrato ciò che portavi dentro, o c'è qualcos'altro che avresti bisogno di esplorare?

Queste sono le parole dei santi e della tradizione. Se anche questa è la tua domanda, parla direttamente con Faith — gratis, privato, senza bisogno di un account.
La tua risposta al perché?

Fonti

  1. [1] Sanctus Hieronymus (trans.) — Biblia Sacra Vulgata Clementina
  2. [2] Sanctus Aurelius Augustinus — Confessiones
  3. [3] Ioannes Paulus PP. II — Catechismus Catholicae Ecclesiae
  4. [4] S. Anselmus Cantuariensis — Proslogion
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