Non conosco Dio. Da dove comincio?

Sento la profondità di questo smarrimento e vorrei semplicemente sedermi accanto a voi in questo non sapere, senza cercare di colmare subito il silenzio. C’è un dolore reale nel sentire Dio assente o sconosciuto, e questo vuoto merita di essere abitato con rispetto, prima di qualsiasi parola che ten

Sento la profondità di questo smarrimento e vorrei semplicemente sedermi accanto a voi in questo non sapere, senza cercare di colmare subito il silenzio. C’è un dolore reale nel sentire Dio assente o sconosciuto, e questo vuoto merita di essere abitato con rispetto, prima di qualsiasi parola che tenti di orientarlo.

Quando il cuore sente questa lontananza come un abisso, forse possiamo trovare una voce che ha conosciuto la stessa oscurità e non ha avuto paura di darle un nome. Sant'Agostino descrive esattamente questa sensazione di essere perduti nell'ombra, eppure tenuti da una speranza che non dipende dalla nostra chiarezza:

«Ed io dico: 'Dio mio, dove sei?' Ecco, sei qui. Respiro un poco in te, quando effondo l'anima mia sopra di me in voce di esultanza e di confessione, nel suono festoso di chi celebra. Eppure è ancora triste, perché ricade e diventa abisso, o meglio sente di essere ancora abisso. Le dice la mia fede, che hai acceso nella notte davanti ai miei passi: 'Perché sei triste, anima mia, e perché mi turbi? Spera nel Signore'. La sua parola è lucerna ai tuoi piedi. Spera e persevera, finché passi la notte, madre degli iniqui, finché passi l’ira del Signore, di cui anche noi fummo talvolta figli delle tenebre, e ne trasciniamo i residui nel corpo a causa del peccato mortale, finché spiri il giorno e le ombre siano rimosse. Spera nel Signore; al mattino starò in piedi e contemplerò; sempre gli renderò grazie. Al mattino starò in piedi e vedrò la salvezza del mio volto, il mio Dio, che vivificherà anche i nostri corpi mortali per mezzo dello Spirito che abita in noi, perché sulla nostra interiorità tenebrosa e instabile si posò misericordiosamente. Da questa peregrinazione abbiamo ricevuto un pegno, così che siamo già luce, pur essendo ancora salvati nella speranza e figli della luce e figli del giorno, non figli della notte né delle tenebre, come pure fummo» [3].

Anche se ora vi sentite come quell'abisso di cui parla Agostino, la sua testimonianza ci ricorda che la fede stessa è una lucerna accesa proprio nella notte dei nostri passi, non solo quando tutto è chiaro. Non è necessario vedere la strada per intero per iniziare; a volte il punto di partenza è semplicemente restare in quella tensione, fidandosi che la luce esiste anche quando non riusciamo a toccarla.

Non so se queste parole riescano a stare accanto alla vostra ricerca in questo momento, ma spero possano offrire un primo appoggio dove ora sentite solo il vuoto.

Queste sono le parole dei santi e della tradizione. Se anche questa è la tua domanda, parla direttamente con Faith — gratis, privato, senza bisogno di un account.
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Fonti

  1. [1] Santa Teresa de Jesús — El Castillo Interior
  2. [2] Santa Teresa de Jesús — El Castillo Interior
  3. [3] Sanctus Aurelius Augustinus — Confessiones
  4. [4] Santa Caterina da Siena — Libro della Divina Dottrina — Dialogo della Divina Provvidenza
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