Dio mi ama ancora dopo quello che ho fatto?

Sento che questa domanda nasce da un luogo di profonda sofferenza, dove il peso di ciò che è accaduto sembra aver oscurato ogni certezza. Prima di cercare qualsiasi parola di risposta, voglio semplicemente stare qui con te, in questo spazio dove il dolore e il senso di colpa si fanno sentire così ac

Sento che questa domanda nasce da un luogo di profonda sofferenza, dove il peso di ciò che è accaduto sembra aver oscurato ogni certezza. Prima di cercare qualsiasi parola di risposta, voglio semplicemente stare qui con te, in questo spazio dove il dolore e il senso di colpa si fanno sentire così acutamente. Non c’è fretta di uscire da questa oscurità; anche Sant'Agostino, nel mezzo di un'angoscia simile, descriveva la sua esperienza con queste parole: «Di quale dolore fu ottenebrato il mio cuore, e qualsiasi cosa guardavo era morte. [...] I miei occhi lo cercavano ovunque, e non mi veniva dato. [...] Ed ero divenuto io stesso un grande enigma per me, e interrogavo la mia anima perché fosse triste e perché mi turbasse tanto, e non sapeva rispondere» [4].

Questa sensazione di essere un enigma, di cercare Dio e non trovarlo, non è un segno che il Suo amore si sia spento, ma è spesso il segno che stai toccando una verità profonda e dolorosa che ha bisogno di tempo per essere accolta. Il fatto stesso che tu stia ponendo questa domanda, che tu stia ancora cercando, è un respiro dell'anima che non si è arresa.

Quando il cuore sarà pronto, e solo allora, potrai accorgerti che la tua percezione attuale potrebbe essere come quella di chi si sente lontano ma è in realtà vicino. Come ci ricorda l'autore dell'Imitazione di Cristo: «Quando tu ti ritieni lontano da me, spesso sono più vicino. Quando ti ritieni del tutto perduto, allora spesso è imminente il guadagno del merito. Non è tutto perduto, quando accade qualcosa di contrario al tuo desiderio» [1]. Questo non significa che il dolore sia meno reale o che quanto accaduto non abbia peso, ma che la misura dell'amore di Dio non coincide con la nostra sensazione presente di abbandono o indegnità.

Anche Papa Benedetto XVI ci invita a portare questo grido davanti a Lui senza timore, ricordandoci che persino Gesù sulla croce ha elevato lo stesso lamento, e che «Cristiani infatti, sebbene non comprendano affatto e siano confusi dal mondo circostante, continuano a credere alla bontà di Dio e al suo amore per gli uomini» [5]. La tua domanda non è una porta chiusa, ma un appello che, nel mistero della Sua misericordia, è già stato udito.

Spero che queste parole possano starti accanto, anche solo un poco, in questo momento di prova. Hanno risposto, pur nel silenzio, a ciò che il tuo cuore stava cercando?

Queste sono le parole dei santi e della tradizione. Se anche questa è la tua domanda, parla direttamente con Faith — gratis, privato, senza bisogno di un account.
La tua risposta al perché?

Fonti

  1. [1] Thomas à Kempis — De Imitatione Christi
  2. [2] Benedictus XVI — Deus Caritas Est
  3. [3] Sant'Alfonso Maria de' Liguori — Uniformità alla Volontà di Dio
  4. [4] Sanctus Aurelius Augustinus — Confessiones
  5. [5] Benedictus XVI — Deus Caritas Est
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